Riso e orzo alleati contro l’iperglicemia postprandiale.
Nella cucina giapponese, così come in tutte le altre cucine asiatiche, il riso bianco è l’alimento principe ed è alla base della cucina tradizionale. Il riso bianco, però, ha lo svantaggio di avere un alto indice glicemico.
L’indice glicemico (GI) permette di classificare i carboidrati sulla base dei lori effetti immediati sui livelli di glucosio circolanti nel sangue dopo assunzione. Gli studi epidemiologici condotti hanno dimostrato che il GI della dieta è un importante fattore nel prevenire il diabete mellito di tipo 2, l’obesità e le altre malattie metaboliche.
Lo scopo dello studio condotto da Sakuma e coll. del Dipartimento di Nutrizione Clinica, Department of Clinical Nutrition, Institute of Health Biosciences, University of Tokushima Graduate School, Japan è stato quello di valutare la capacità dell’orzo cucinato insieme al riso di agire sui livelli circolanti di glucosio, insulina, ghrelina e sul senso di sazietà.
A tale scopo sono stati quindi arruolati nove soggetti sani con un età media di 26.7 ± 1.1 anni e un IMC (Indice di Massa Corporea) di 22.0 ± 0.7 kg/m2 (soggetti normopeso).
A tutti i soggetti partecipanti allo studio sono stati offerti cinque pasti di prova diversi: un pasto a base di glucosio, uno di solo riso bianco, uno di riso e orzo al 30%, uno di riso e orzo al 50% e uno di solo orzo. Tutti i pasti avevano un eguale contenuto di carboidrati pari a 75 g di carboidrati disponibili.
I soggetti sono stati sottoposti a prelievi di sangue venoso al tempo 0 (immediatamente prima di consumare un pasto) e a 30, 45, 60, 90, 120, 180 e 240 minuti dopo il pasto per analizzare i livelli di glucosio, di insulina, di acidi grassi liberi e di ghrelina.
La glicemia e l’insulinemia postprandiali sono risultate soppresse dopo i pasti a base di orzo al 30, al 50 e al 100%, se confrontate con quelle del pasto a base di solo riso bianco ed in misura dose-dipendente. Anche i livelli di ghrelina pasmatica postprandiale sono risultati diminuiti in misura dose-dipendente rispetto al quantitativo di orzo del pasto.
Poiché le fibre solubili si sono dimostrate in grado di ridurre la glicemia e l’insulinemia postprandiale è probabile che questi effetti dell’orzo siano dovuti al suo contenuto di fibre solubili. Fra i vari tipi di cereali l'orzo è, infatti, estremamente ricco di fibre solubili ed in particolare di beta-glucani. Infatti gli studi condotti hanno riportato che i beta-glucani abbassano la glicemia postprandiale in una maniera dose-dipendente. È quindi probabile che un possibile meccanismo per spiegare i risultati ottenuti da questo studio comporti l'assorbimento dei carboidrati ritardato o addirittura ridotto ad opera dei beta-glucani.
In conclusione, i risultati del presente studio suggeriscono che la combinazione del riso bianco con orzo gioca un ruolo benefico nella prevenzione e nel trattamento del diabete di tipo 2, nell'obesità e nelle altre malattie metaboliche, probabilmente secondariamente al contenuto in betaglucani.
Dose-dependent effects of barley cooked with white rice on postprandial glucose and desacyl ghrelin levels.
Sakuma M, Yamanaka-Okumura H, Naniwa Y, Matsumoto D, Tsunematsu M, Yamamoto H, Taketani Y, Takeda E.
Department of Clinical Nutrition, Institute of Health Biosciences, University of Tokushima Graduate School, 3-18-15 Kuramoto, Tokushima 770-8503, Japan.
J Clin Biochem Nutr. 2009 Mar;44(2):151-9. Epub 2009 Feb 28
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